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Terminologie e certificazioni agroalimentari che fa comodo conoscere

By 11 Novembre 2021Mangia che è buono
Terminologie e certificazioni enogastromiche

Destreggiarsi tra gli scaffali dei supermercati può non essere semplice, soprattutto se vogliamo fare una spesa consapevole e attenta alla nostra salute. Conoscere i significati delle varie terminologie e certificazioni del mondo agroalimentare può di certo darci una mano.

Spoiler: ci sono anche tante etichette ingannevoli con “paroloni” che non vogliono dire proprio nulla!

Certificazioni di qualità del settore agro-alimentare

Partiamo con il parlare delle certificazione di qualità del settore agro-alimentari più conosciute nate soprattutto per tutelare le produzioni tradizionali legate ad una specifica area geografica evitando così il più possibile la contraffazione. Tutto questo a favore chiaramente sia del produttore (che finalmente vede il suo prodotto valorizzato rispetto ad un altro prodotto della stessa categoria realizzato con metodi e materie prime di qualità inferiore o comunque differente), sia del consumatore che, semplicemente dando un’occhiata all’etichetta, potrà avere informazioni chiare sull’origine di ciò che sta acquistando.

DOP: DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA

Se vogliamo essere certi di acquistare un prodotto alimentare di una specifica area geografica il marchio da cercare è questo: DOP. Solo questa certificazione ci assicura infatti che tutte le fasi di produzione siano state svolte in quella determinata città/zona. Un alimento DOP è quindi quello che viene prodotto, trasformato ed elaborato in un preciso luogo grazie al quale acquisisce determinate caratteristiche che sono uniche.

IGP: INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA

Che differenza c’è tra un alimento DOP e uno IGP? Come detto in precedenza, un prodotto è DOP se tutte le fasi della sua produzione si sono svolte in un determinato luogo, un prodotto è invece definito IGP se anche solo una di esse è stata volta in un’area geografica specifica.

Accanto a queste certificazioni, un po’ meno usuale e facile da incontrare, abbiamo anche la sigla STG che sta per: “Specificità di un prodotto alimentare”. In questo caso non è il luogo in cui viene prodotto l’alimento a far la differenza quanto piuttosto la ricetta e il metodo di produzione tradizionale che viene utilizzato. La pizza napoletana può per esempio essere ritenuta un prodotto STG perchè, pur facendola a Milano anziché Napoli, dovrebbe essere realizzata con gli stessi procedimenti e la medesima ricetta tradizionale.

Certificazione Biologica

Agricoltura bio

Sempre più spesso sentiamo parlare di “bio”. Tutti sicuramente associamo a questa parola delle qualità positive, forse però non tutti sappiamo perchè un pomodoro bio può essere migliore di un pomodoro senza certificazione biologica.

Prima di elencare le caratteristiche che deve avere un alimento bio è importante sottolineare che anche in questo caso si tratta di una certificazione e che quindi solo i prodotti che hanno superato specifici esami possono vantarsi di questo marchio. Per chiarirci: dire bio e dire “organico” o “naturale” non è assolutamente la stessa cosa! (tra qualche riga capiremo meglio perchè).

Cos’è quindi un alimento biologico?

Gli alimenti bio sono tutti quelli realizzati attraverso produzioni biologiche che si basano su una serie di principi, quali:

  • Divieto si utilizzo di OGM
  • Divieto di utilizzo di fertilizzanti artificiali e pesticidi
  • Divieto di utilizzo di ormoni e antibiotici (se non strettamente necessari per la salute degli animali)
  • Attenzione al benessere degli animali, alle loro condizioni di vita e al mangime a loro dedicato (gli animali devono quindi avere il giusto spazio, la possibilità di muoversi all’aperto e devono a loro volta consumare cibo biologico).

Dopo aver visto le principali certificazioni agroalimentari che molto spesso vediamo nelle etichette dei prodotti che acquistiamo, andiamo adesso ad esaminare velocemente alcune delle terminologie agroalimentari che vediamo comunemente sulle confezioni dei prodotti che acquistiamo. Sapere il significato di terminologie del genere sarà sicuramente utile durante la nostra spesa.

CIBO KM 0

I prodotti cosiddetti a km 0 sono tutti quei prodotti che vengono venduti o somministrati nelle immediate vicinanze del luogo in cui vengono prodotti. Questi alimenti, detti anche a “filiera corta” ci offrono una maggiore garanzia soprattutto per quanto riguarda la freschezza.

Prodotto organico

CIBO NATURALE

Purtroppo questo termine, ultimamente utilizza un po’ ovunque, non vuol dire nulla. Si tratta di un termine che non ha una definizione giuridica e che quindi può essere inserito in etichetta indipendente dalle reali caratteristiche del prodotto. Molti (moltissimi) dei prodotti che troviamo nei supermercati con la dicitura “100% naturali” contengono sostanze chimiche sintetiche. Da considerare sarebbe poi anche il processo produttivo e qui sorge però spontanea una domanda: il fatto stesso che il cibo subisca un processo di trasformazione non dovrebbe indicare che quel cibo non è “naturale”?

CIBO ORGANICO

Con il termine cibo organico si indicano tutti quegli alimenti che di origine vegetale o animale non trasformati industrialmente. Attenzione! Tra cibo organico e cibo bio c’è una sostanziale differenza

CIBO VEGANO

Il cibo vegano é tutto quel cibo che non contiene nessun ingrediente di origine animali. Coloro che vogliono seguire al 100% questo tipo di alimentazione devono inoltre fare attenzione all’assenza di particolari additivi e al processo di realizzazione dell’alimento in questione.

Oltre alle terminologie alimentari che possiamo trovare direttamente sul prodotto abbiamo poi altri termini, sempre legati al cibo, usati per indicare categorie di alimenti. Tra questi i più usati sono probabilmente:

CIBO SPAZZATURA

Cosa si intende per cibo spazzatura? Categorizzati anche come “Junk Food”, questo tipo di alimenti si caratterizzano per il basso valore nutritivo. Si tratta quindi di cibo che presentano alte percentuali di grassi e/o zuccheri (quindi molto calorici) ma, allo stesso poco nutrienti. Fanno parte di questa categoria di alimenti soprattutto i prodotti industriali ma possono rientrarci anche tutti quei prodotti poveri di vitamine, antiossidanti, acidi grassi essenziali ma ricchi di colesterolo, sale e grassi saturi

ALIMENTI FUNZIONALI

Per alimenti funzionali si intendono quei cibi che possiedono naturalmente dei componenti che riescono ad interagire con con una o più funzioni del nostro organismo contribuendo al suo miglioramento o prevenzione.

CIBO KOSHER

“kosher” vuol dire letteralmente “idoneo”; se questo termine viene associato ad un alimento significa che quell’alimento è idoneo al consumo per gli ebrei osservanti. La produzione di cibo kosher deve seguire delle vere e proprie regole, la maggior parte di queste riguardano la carne e il latte. La carne kosher, cioè la carne adatta all’ebreo osservante, deve derivare da animali ruminanti e con zoccolo fesso (mucche, vitelli, capre e agnelli). Sono adatti però anche alcuni volatili, tra questi i polli, le anatre e il tacchino. Per essere macellati inoltre questi animali non devono aver sofferto, non devono essere morti per cause naturali o uccisi da altri, devono subire un processo di salatura in modo da eliminare il sangue. La carne inoltre non deve né essere consumata con il latte e derivati né entrare mai in contatto con lavorazioni che prevedono l’uso della carne.

CIBO HALAL

Anche in questo caso “halal”, se associato ad un alimento, indica il cibo ammesso dalle leggi islamiche. Credendo fortemente che la purezza dell’uomo sia estremamente condizionata dalla purezza di ciò che viene introdotto con l’alimentazione, il cibo halal deve essere privo di sostanze tossiche e alcol e, anche in questo caso, per quanto riguarda la carne, è necessario che la macellazione avvenga in base a determinate regole (rispetto dell’animale ed eliminazione del sangue).

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